In breve
- La maggior parte dei difetti del sapone è estetica. Quelli che contano per la sicurezza sono le sacche di soda, la separazione e il sapone con troppa soda da parte a parte.
- Aspetta due o tre giorni prima di giudicare un lotto, poi cerca sacche umide, cristalli granulosi, liquido che trasuda o uno strato oleoso, e testa tutto ciò che è sospetto.
- Nella pentola i problemi vengono soprattutto da fragranza, calore e acqua; nello stampo, da calore e aria; durante la stagionatura, da ossigeno, umidità e luce.
- Un lotto separato spesso si salva cuocendolo entro un giorno. Uno che ha fatto presa con sacche di soda va buttato.
In questa pagina
Questa pagina tratta i problemi che si incontrano più spesso nel sapone a freddo, raggruppati secondo il momento in cui te ne accorgi. Ogni riga dice che aspetto ha il difetto, che cosa di solito lo causa, cosa fare con il lotto che hai davanti, cosa cambiare la volta successiva e se il sapone è sicuro da usare. Le sezioni dopo le tabelle affrontano i casi in cui serve giudizio, e cinque guide approfondiscono i problemi più comuni.
Non sicuro, o solo brutto?
Il sapone non è sicuro quando contiene soda libera, e questo succede in due modi. O il lotto aveva più soda di quanta i suoi oli potessero usarne, per un errore di pesata, un olio dimenticato o una ricetta che nessuno ha passato in un calcolatore, oppure la soda non si è mai mescolata in modo uniforme agli oli perché la pasta è stata versata al falso nastro, si è separata nello stampo o conteneva soda non sciolta. Quasi tutto il resto di questa pagina riguarda l’aspetto, la sensazione sulla pelle o la durata.
I segnali della soda libera sono:
- sacche di liquido limpido nelle saponette tagliate, o liquido che trasuda dal sapone fresco;
- cristalli bianchi duri, granulosi o vetrosi dentro la saponetta;
- uno strato oleoso sopra uno duro e gessoso;
- una saponetta aggressiva e friabile da parte a parte, o che pizzica.
Per controllare un lotto sospetto:
- Aspetta. DeeAnna Rouse di Classic Bells aspetta da due a tre giorni prima di testare, per lasciare che la saponificazione finisca.
- Taglialo e guarda, con i guanti. Sacche, cristalli e strati si vedono su una faccia tagliata, e sono la prova più chiara che ci sia.
- Prova una goccia di fenolftaleina su un taglio fresco. Vira al rosa da circa pH 8,2, quindi un rosa tenue che compare lentamente si vede anche sul sapone fatto bene; un magenta vivo e immediato, soprattutto a chiazze o a striature, è l’aspetto della soda libera.
- Misura il pH come si deve, o lascia perdere. Su un pHmetro tarato, una soluzione all’1 % di sapone fatto bene misura circa 9-10, un po’ di più se è soprattutto olio d’oliva, e nessun sapone puro nei valori di Kevin Dunn arriva a 12, quindi 12 o più significa alcali libero. Rouse trova che le cartine economiche leggono da 2 a 3 unità in meno, e 1 parte per mille di soda in eccesso alza il pH solo di circa 0,3, quindi una cartina può segnalare una saponetta con un forte eccesso di soda ma non può scagionarne una dubbia.
La verifica definitiva è una titolazione dell’alcali libero; Dunn considera sicuro meno di 1 parte per mille di idrossido di sodio libero. Un piccolo eccesso svanisce mentre il sapone stagiona: in una delle saponette di Dunn, l’alcali libero sul fondo è sceso da 4,9 a 0,9 parti per mille in 60 giorni. Le sacche di soda non svaniscono. Il tradizionale zap test, un polpastrello portato alla lingua, ti mette il sapone in bocca proprio quando è più probabile che sia caustico, e la nostra guida al pH spiega perché non lo consigliamo.
La guida al pH del sapone e ai test passa in rassegna ogni test nei dettagli.
I problemi in sintesi
Nella pentola
| Problema | Cosa vedi | Cause abituali | Rimedio immediato | La prossima volta | Si può usare? |
|---|---|---|---|---|---|
| Accelerazione | La pasta si addensa molto più in fretta del previsto, ma si versa ancora | Fragranza, pasta calda, poca acqua, grassi duri, lunghe frullate con il frullatore a immersione | Smetti di frullare, mescola a mano, versa subito con un disegno semplice | Lavora più freddo con tutta l’acqua; incorpora la fragranza a mano, per ultima | Sì |
| Impazzimento | La pasta si rapprende in un blocco rigido, spesso pochi secondi dopo l’aggiunta della fragranza | Una fragranza non collaudata nel sapone a freddo: chiodi di garofano e altri oli ricchi di eugenolo, molte note floreali e speziate | Pressala in fretta nello stampo, o cuocila come sapone a caldo | Prova le fragranze nuove in un lotto da 500 g | Prima va testato |
| Granulosità | Grumi duri come chicchi di riso in una pasta ancora fluida | Una fragranza che reagisce con i grassi duri | Frulla i grumi finché la pasta è liscia, poi versa | Prova le fragranze, lavora più freddo, usa più oli morbidi | Prima va testato |
| Falso nastro | Un addensamento granuloso entro un minuto o due dall’aggiunta della soda, prima di qualsiasi fragranza | Grassi duri che si rapprendono in una pasta troppo fredda | Continua a frullare finché è liscia | Sciogli completamente i grassi; tieni abbastanza calda la pasta ricca di burri | Prima va testato, se è stato versato |
| Non arriva al nastro | Pasta ancora liquida e striata dopo diversi minuti di frullatore | Un frullatore debole o una pasta fredda e ricca d’olio d’oliva; oppure troppo olio o acqua, troppo poca soda, o idrossido di potassio al posto di quello di sodio | Continua a frullare, fino a cinque minuti, e ricontrolla ogni pesata | Pesa tutto; idrossido di sodio fresco; un frullatore più potente | Prima va testato |
| Separazione | Olio che si raccoglie sulla pasta o sul blocco versato | Nessuna vera emulsione; troppa acqua in una ricetta lenta; una fragranza che non si mescola; soda debole o sbagliata | Nella pentola, frulla di nuovo; nello stampo, cuocilo entro un giorno | Frulla fino a una vera emulsione; meno acqua per il sapone ricco d’olio d’oliva; soda fresca | No |
«Prima va testato» significa maneggiarlo con i guanti e cercare la soda libera, come sopra, prima che qualcuno usi il sapone.
Nello stampo
| Problema | Cosa vedi | Cause abituali | Rimedio immediato | La prossima volta | Si può usare? |
|---|---|---|---|---|---|
| Crepe e cervello alieno | Una spaccatura lungo la sommità, o una superficie grinzosa, lucida, completamente in gel | Troppo calore: lavorazione a caldo, isolamento pesante, zuccheri e latte, molto burro, una fragranza che scalda | Scoprilo, solleva lo stampo, aggiungi un ventilatore; rifila la superficie in seguito | Lavora più freddo, isola meno, raffredda i lotti zuccherini | Sì, a meno che non si sia separato o le saponette risultino aggressive |
| Vulcano | Il sapone si gonfia attraverso una crepa e trabocca dallo stampo | Surriscaldamento grave, di solito per zuccheri o alcol | Guanti e occhiali; raccogli quello che trabocca in uno stampo di scorta; raffredda il blocco | Come per le crepe | Prima va testato |
| Cenere di soda | Una patina bianca, opaca e polverosa sulla superficie e sui lati esposti | Soda ancora in superficie che incontra l’anidride carbonica dell’aria | Toglila con il vapore, sciacquala o rasala | Copri lo stampo; lavora più caldo; usa un po’ meno acqua | Sì |
| Non fa presa | Ancora morbido o appiccicoso dopo due o tre giorni | Troppa acqua, soprattutto oli morbidi, o troppo poca soda attiva; un blocco tenuto al freddo può aver bisogno di un giorno in più | Aspetta; controlla i numeri e la soda | Meno acqua, più grassi duri, soda fresca, lattato di sodio | Sì, a meno che non sia unto o trasudi |
| Attaccato allo stampo | Il sapone resta attaccato o si strappa quando provi a sformarlo | Ancora troppo morbido; piccole cavità che non si sono mai scaldate | Aspetta qualche giorno, o mettilo in congelatore e spingilo fuori | Meno acqua, lattato di sodio, o lascia che il sapone vada in gel | Sì |
La maggior parte dei problemi di calore in questa tabella è estetica; la guida al surriscaldamento spiega quando non lo è.
Al taglio
| Problema | Cosa vedi | Cause abituali | Rimedio immediato | La prossima volta | Si può usare? |
|---|---|---|---|---|---|
| Gel parziale | Un centro più scuro e traslucido con un bordo più chiaro | I bordi si sono raffreddati prima che il gel li raggiungesse | Lascialo così, o prova a scaldare il sapone nel forno al minimo | Isola tutto lo stampo, o raffreddalo del tutto | Sì |
| Fiumi di glicerina | Venature o screpolature traslucide in un sapone opaco, peggio con il biossido di titanio | Raffreddamento lento dopo il gel, molta acqua, biossido di titanio | Niente; sono estetici | Una soluzione di soda al 33 % o più forte; raffredda in fretta dopo il gel; disperdi il biossido di titanio in olio | Sì |
| Fori | Piccoli fori rotondi sparsi nella saponetta, o un tunnel liscio nel mezzo | Fori rotondi: aria intrappolata. Tunnel: surriscaldamento | Niente; pialla o rifondi per l’aspetto | Fai uscire l’aria dal frullatore e batti lo stampo; lavora più freddo contro i tunnel | Sì, a meno che un foro non contenga liquido |
| Macchie bianche | Puntini bianchi morbidi e cerosi dentro la saponetta, che non pizzicano | Grasso ricco di acido stearico e palmitico che si è rappreso in una pasta fredda, o olio di palma non del tutto sciolto e mescolato | Niente, una volta esclusa la soda | Sciogli e mescola tutto il barattolo di palma o di burro; lavora più caldo | Prima va testato |
| Sacche di soda | Sacche di liquido limpido, o cristalli bianchi duri e granulosi, nella saponetta | Separazione, colata al falso nastro, soda non del tutto sciolta, l’ultimo fondo acquoso della pentola versato senza mescolarlo | Guanti; non usarlo; buttalo | Sciogli completamente la soda; frulla fino a una vera emulsione; lascia nella pentola il fondo striato | No |
| Chiazze oleose | Sacche d’olio, olio che trasuda o uno strato unto in superficie | Una fragranza che non si è mescolata, separazione, uno sconto soda (sovragrassaggio) molto alto | Un velo sottile può riassorbirsi in pochi giorni; testa | Prova le fragranze; mescola tutti gli oli prima di aggiungere la soda | Prima va testato |
| Friabile o fragile | Le saponette si sbriciolano, si scheggiano o si spaccano al taglio | Troppa soda, cenere di soda profonda, taglio troppo tardivo, troppo miele o lattato di sodio | Prima cerca la soda; se il test va bene, usalo | Pesa con cura; taglia quando il sapone ha la consistenza di un cheddar freddo | Prima va testato |
Una faccia tagliata con un coltello liscio distingue i segni d’aria dalle vere macchie bianche; vedi sotto.
Durante la stagionatura e la conservazione
| Problema | Cosa vedi | Cause abituali | Rimedio immediato | La prossima volta | Si può usare? |
|---|---|---|---|---|---|
| Sudorazione | Goccioline di liquido o una patina appiccicosa sulle saponette stagionate quando il tempo è umido | Glicerina, sale o miele che attirano acqua dall’aria umida | Tampona, mettile in una stanza più asciutta con un ventilatore, poi incartale | Stagiona con aria che circola, deumidifica, incarta a stagionatura finita | Sì |
| Macchie arancioni (DOS) | Macchie o chiazze arancioni settimane o mesi dopo, con odore di stantio | Oli insaturi che si ossidano, aiutati da oli vecchi, tracce di metalli, calore e luce | Ritaglia le macchie per uso personale; non si torna indietro | Oli freschi, meno oli polinsaturi, acqua distillata, EDTA ed estratto di rosmarino, niente griglie di metallo | Solo uso personale |
| Cambiamento di colore | Il colore cambia nella pentola o durante la stagionatura, sbiadisce alla luce o vira dal beige al marrone | Coloranti che reagiscono con l’alcali (alcune miche e alcuni coloranti, alcanna, robbia, curcuma); vaniglia nella fragranza; luce del sole | Niente; il sapone va bene | Ossidi, oltremare e miche collaudati nel sapone a freddo; controlla la vanillina nelle fragranze; conserva al riparo dalla luce | Sì |
| Fragranza che svanisce | Profumo debole dopo la stagionatura, o sparito in pochi mesi | Note di testa leggere e agrumi che evaporano; l’alcali che scompone alcuni profumi; troppo poca fragranza | Niente per queste saponette; rifondile per aggiungere profumo | Dosa entro il limite del fornitore; aggiungi note di fondo; conserva incartato, al fresco e al buio | Sì |
«Solo uso personale»: non è noto che il sapone rancido faccia male alla pelle, ma ha un cattivo odore, e non va venduto né regalato.
Nella pentola
La velocità con cui si muove la pasta dipende da fragranza, calore, acqua e grassi. L’eugenolo, la principale molecola aromatica degli oli essenziali di chiodi di garofano e di foglie di cannella, è l’acceleratore misurato meglio: nelle misure di Dunn, la pasta si addensava più in fretta con più eugenolo, come succedeva con più calore e meno acqua. La guida a impazzimento e granulosità spiega cosa fare a metà lotto e come provare una fragranza prima di affidarle un blocco intero. Il falso nastro, che è grasso freddo che si rapprende e non sapone che si forma, è trattato nella guida al nastro. La separazione è l’unico problema della pentola che diventa un problema di sicurezza, e la guida al sapone che resta morbido la tratta per intero.
Nello stampo
Un blocco si scalda da solo. Troppo calore lo crepa o lo spinge fuori dallo stampo, un calore che raggiunge il centro ma non i bordi lascia un gel parziale, e un blocco freddo con la superficie scoperta all’aria fa la cenere di soda. La guida al surriscaldamento e la guida alla cenere di soda li trattano, e la guida alla fase gel spiega come indirizzare un blocco in un senso o nell’altro.
Il gel parziale è estetico, e può darsi che non ci sia modo di rimediare: Kelly Cable trova che niente ne cambi l’aspetto una volta che il sapone ha fatto presa. Rouse ci prova, scaldando il sapone, tagliato o no, al minimo del forno, di solito da 63 a 77 °C (da 145 a 170 °F), per circa un’ora e lasciandolo raffreddare lentamente; può aiutare ad attenuare l’anello, e lei non può promettere che sparisca, anche se alcuni saponai che ci hanno provato dicono che diventa meno evidente. Cable lo previene mettendo il blocco fresco in forno a 77 °C (170 °F) finché non è andato in gel in modo uniforme. La volta successiva, o isola tutto lo stampo o raffreddalo: è la via di mezzo a causare l’anello.
Il sapone attaccato allo stampo è ancora troppo morbido, e le colpevoli abituali sono le piccole cavità in silicone, che perdono il calore e vanno raramente in gel. Soap Queen mette in congelatore uno stampo ostinato per 24 ore, e Anne-Marie Faiola, se il sapone si strappa, lo congela finché non è solido; il sapone congelato non si flette più, quindi salta fuori. Aiuta anche il lattato di sodio: Corbion, che lo produce, lo vende per il sapone in pani per indurire le saponette e aiutarle a staccarsi dagli stampi. La guida a sformatura e taglio e la guida agli stampi trattano il resto.
Al taglio
Fori. I fori rotondi sono aria: incorporata da un frullatore a immersione acceso prima di inclinarlo per far uscire l’aria intrappolata, entrata con gli schizzi della soda, o rimasta presa versando una pasta densa. Soap Queen fa uscire l’aria dal frullatore, versa la soda lungo il gambo e batte con decisione lo stampo una volta riempito. Un tunnel lungo e liscio nel mezzo di un blocco è un tunnel di calore, lasciato dal surriscaldamento.
Macchie bianche. La maggior parte dei puntini bianchi dentro una saponetta sono grasso ad alto punto di fusione che si è rappreso prima di potersi mescolare. Amanda Aaron di Lovin Soap li ha ottenuti con la soda a 16 °C (60 °F) e gli oli a 27 °C (80 °F), e lavora le ricette ricche di burri tra 38 e 49 °C (100 e 120 °F) per evitarli; l’olio di palma preso a cucchiaiate da un barattolo sciolto a metà lascia la sua stearina in grumi allo stesso modo, quindi sciogli e mescola tutto il contenitore prima di pesare. Mostra anche che un taglierino a filo può trascinare minuscole bolle d’aria in segni rotondi che sembrano macchie: taglia una fetta con un coltello liscio, e se i segni spariscono, erano aria. Cristalli duri, vetrosi o umidi sono un’altra faccenda; trattali come soda finché non li hai testati. Le striature bianche possono andare in entrambi i sensi. Alicia Grosso trova che le striature che non colano né luccicano di solito significano fragranza o colore non del tutto incorporati, una questione d’aspetto, mentre un bianco luccicante e crostoso significa troppa soda; la regola di Susan Miller Cavitch è di assicurarsi che le spirali bianche non siano pezzi lucidi di soda prima di farci spallucce.
Sacche di soda. Cavitch avverte che pozze acquose o oleose nella pentola «signal a poorly mixed solution that will result in pockets of solid lye in the final bars». Se l’ultima parte della pasta sul fondo della pentola è acquosa e disomogenea, la miscelazione non era finita, e lei la lascia fuori dallo stampo.
Saponette friabili o fragili. Prima testale, perché una delle cause è troppa soda. Se il sapone supera il test, la causa abituale è il momento del taglio. Rouse taglia quando un blocco ha la consistenza di un cheddar freddo di frigorifero; se è diventato troppo duro, lo scalda al minimo del forno, controllandolo ogni 10-15 minuti, e lo taglia con una lama piatta o con un filo, perché un coltello con la lama a cuneo spacca il sapone sodo. Le saponette al sale induriscono in fretta e vanno tagliate entro poche ore.
Chiazze oleose. Un velo sottile d’olio sulla superficie di un blocco nuovo, meno di circa 3 mm (1/8 in), può riassorbirsi in uno-tre giorni, trova Faiola. Se non succede, o se l’olio sta in sacche, tratta il lotto come separato. L’olio che trasuda dalle saponette stagionate è spesso fragranza che non si è mai mescolata: asciugalo, e la volta successiva usa meno di quella fragranza e incorporala con più cura. Grosso traccia il confine tra i due tipi di perdita: l’olio che trasuda dalle saponette tagliate di solito è troppo olio essenziale e raramente è grave, mentre una perdita acquosa dal blocco è soluzione di soda caustica dovuta a un errore di pesata, e il lotto va buttato.
Durante la stagionatura
Due dei problemi che compaiono dopo il taglio vengono dall’aria. La sudorazione è la glicerina che attira acqua dall’aria umida e non fa danni; le macchie arancioni sono l’ossigeno che fa irrancidire i grassi, e sono permanenti.
Colore. Il sapone fresco è fortemente alcalino, e molti coloranti cambiano in ambiente alcalino. Ossidi e oltremare mantengono il colore. Faiola trova che alcune miche virano, i blu verso il viola e i verdi verso il corallo, mentre altre sbiadiscono del tutto, e molti coloranti alimentari svaniscono completamente nel sapone a freddo fresco. I colori naturali si spostano di più: l’alcannina, il pigmento della radice di alcanna, passa dal rosso al viola al blu man mano che il pH sale, e la curcumina, nella curcuma, diventa rossa in un alcali forte. Molti colori naturali sbiadiscono anche alla luce. Le fragranze di tipo vaniglia fanno virare il sapone dal beige al marrone nel giro di giorni o settimane, a partire dalla superficie; è la vanillina, non un difetto del sapone. La guida alla colorazione e la guida ai coloranti naturali vanno oltre.
Fragranza. Le note di testa leggere, soprattutto gli agrumi, svaniscono per prime, e l’alcali del sapone scompone alcune molecole aromatiche. Faiola trova che il comune olio essenziale di arancio sparisce dal sapone a freddo, mentre quello concentrato cinque o dieci volte dura di più. Conta anche la dose, entro il limite di sicurezza del fornitore, e conta la conservazione: il sapone stagionato mantiene più a lungo il profumo se incartato, al fresco e al buio. La guida alla profumazione tratta dosi e limiti.
Salvare, rifondere o buttare
| Situazione | Cosa fare |
|---|---|
| Solo un difetto estetico: cenere, crepe, fiumi, gel parziale, fori, colore | Usalo. Vapore, pialla o rifilatura per l’aspetto |
| Impazzito, granuloso o separato, ancora morbido, entro circa un giorno | Cuocilo come sapone a caldo finché non è omogeneo, poi testalo |
| Con un eccesso di soda uniforme e lieve, e sai perché, come un olio dimenticato di cui conosci il peso | Rifondilo con l’olio mancante, calcolato, o grattugialo per il bucato, con i guanti |
| Con troppa soda, e non sai perché | Buttalo |
| Indurito con sacche di soda, o uno strato oleoso sopra uno gessoso che pizzica | Buttalo |
| Macchie arancioni | Ritagliale per uso personale; la rifusione non aiuta |
| Fragranza troppo scarsa o eccessiva | Rifondilo con più fragranza, o con sapone non profumato per diluirla |
La cottura di salvataggio è un normale sapone a caldo fatto su un lotto fallito; la guida al sapone a caldo spiega il metodo e la guida alla rifusione come aggiungere un olio mancante con i numeri.
Per buttare un lotto in sicurezza, lascialo indurire, poi avvolgilo in due o tre sacchetti, con guanti e occhiali, e mettilo nei rifiuti domestici. Non versare mai pasta di sapone o soda nello scarico.
Fonti
Le note su queste fonti sono nella pagina inglese, con le parole verificate su ciascun documento.
- The 'Water Discount' . Kevin M. Dunn, The Handcrafted Soapmaker 2008-2 , 2008.
- Little White Lyes . Kevin M. Dunn, lecture to the Handcrafted Soap and Cosmetic Guild , 2015.
- Trace Analysis . Kevin M. Dunn, lecture to the Handcrafted Soapmakers Guild , 2010.
- Caustic Soda Handbook . Occidental Chemical Corporation (OxyChem) , 2026.
- Zap test . DeeAnna Rouse, Classic Bells .
- Soap pH . DeeAnna Rouse, Classic Bells .
- Rescue oven processing . DeeAnna Rouse, Classic Bells .
- Tips for cutting a loaf of soap into bars . DeeAnna Rouse, Classic Bells .
- Soapy Mess-Up Quick Guide . Soap Queen (Bramble Berry) , 2015.
- What Are The White Spots In My Soap? . Amanda Aaron, Lovin Soap , 2017.
- Natural plant-derived compounds in food and cosmetics: a paradigm of shikonin and its derivatives . S. Malik, P. Brudzyńska and M. R. Khan, Materials 16(12):4377 , 2023.
- The chemistry of curcumin: from extraction to therapeutic agent . K. I. Priyadarsini, Molecules 19(12):20091-20112 , 2014.
- PURASAL S/HQ 60 sodium lactate for bar soap . Corbion .
- Soap Crafting . Anne-Marie Faiola, Storey Publishing , 2013.
- The Complete Photo Guide to Soap Making . David Fisher, Creative Publishing International , 2018.
- The Natural Soap Making Book for Beginners . Kelly Cable, Althea Press , 2017.
- Pure Soapmaking . Anne-Marie Faiola, Storey Publishing , 2016.
- The Everything Soapmaking Book, 3rd edition . Alicia Grosso, Adams Media , 2013.
- The Natural Soap Book . Susan Miller Cavitch, Storey Publishing , 1995.
- The Handbook of Soap Manufacture . W. H. Simmons and H. A. Appleton, Scott, Greenwood & Son (Project Gutenberg edition) , 1908.